Uno sguardo sull’Arte: Jackson Pollock

« Non dipingo sul cavalletto. Preferisco fissare le tele sul muro o sul pavimento. Ho bisogno dell’opposizione che mi dà una superficie dura. Sul pavimento mi trovo più a mio agio. Mi sento più vicino al dipinto, quasi come fossi parte di lui, perché in questo modo posso camminarci attorno, lavorarci da tutti e quattro i lati ed essere letteralmente “dentro” al dipinto.»

 

Jackson Pollock

« Continuo ad allontanarmi dai tradizionali strumenti del pittore come cavalletto, tavolozza, pennelli ecc. Preferisco bastoncini, cazzuole, coltelli e lasciar colare il colore oppure un impasto fatto anche con sabbia, frammenti di vetro o altri materiali. »

 

Jackson Pollock, Numero 8, 1949

« Quando sono “dentro” i miei quadri, non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo. Solo dopo un momento di “presa di coscienza” mi rendo conto di quello che ho realizzato. Non ho paura di fare cambiamenti, di rovinare l’immagine e così via, perché il dipinto vive di vita propria. Io cerco di farla uscire. È solo quando mi capita di perdere il contatto con il dipinto che il risultato è confuso e scadente. Altrimenti c’è una pura armonia, un semplice scambio di dare ed avere e il quadro riesce bene. »

 

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6 Responses to Uno sguardo sull’Arte: Jackson Pollock

  1. Fabio Cruciani says:

    Il bello di questo genere di arte è l’interpretazione che ognuno dà dei quadri, sempre diversa, sempre “singolare”. C’è chi li vede come grandi scarabocchi, chi riesce a scorgerne il senso…che poi il vero significato del quadro può saperlo solo chi il quadro l’ha dipinto… 😉

    Da “profano” credo che il “Numero 8”, ma anche lo stile pittorico di Pollock, sia principalmente sperimentazione pittorica, nei contenuti, nel “pensiero”, e nella realizzazione, con l’uso di strumenti e tecniche fuori dall’ordinario… 😉

    Com’è che si dice…?A me…me piace! 🙂

  2. Immagino che la parte più bella di questo genere di quadri sia la fase di realizzazione, il gesto pittorico e la sfida contro la tela è il momento di maggiore soddisfazione, ancor più del risultato, tant’è che lui non riteneva mai finita nessuna delle sue opere, perchè per Pollock un quadro terminato era un quadro morto, che non aveva più niente da dire! Come dargli torto!:)

  3. gianni says:

    salve io sono un pittore ,penso che questo genere di pittura non sia copresa da tutti e per pochi cmq grande Pollock

    • Vallery says:

      Eh si. Forse il fatto è che semplicemente è meno conosciuta questa forma d’arte e il problema è che non si fa praticamente mai nelle scuole, perciò per un ragazzo è difficile conoscerla e ancora di più capirla! Io cerco di imparare e informarmi perchè mi piace moltissimo questo mondo e le cose che scopro le condivido, credo che ne valga la pena, no? 🙂

    • eh già…però ogni forma d’arte va vista, “studiata” e comunque rispettata, in particolare quando si tratta di opere molto particolari, come questa!

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